domenica 16 dicembre 2012

Kirghizistan, donne costrette alle nozze dopo il rapimento. Una legge per inasprire le pene

 Il Kirghizistan è nel pieno di un dibattito importante che potrebbe portare alla modifica di tradizioni consolidate nel costume del paese dell'Asia centrale. Il Parlamento, infatti, dovrà votare una nuova legislazione che inasprisce le pene per chi rapisce una donna a scopo matrimoniale.

Lo racconta oggi il sito internet della BBC. La pratica del rapimento delle donne a fini matrimoniali è molto diffusa in Kirghizistan. Secondo l'ombudsman (difensore civico) di Bishkek, almeno 8mila donne ogni anno sono costrette al matrimonio attraverso il rapimento.

 Un dato sottostimato, secondo il Centro per il sostegno alle donne (Wsc), che invece parla di qualcosa come 12mila casi all'anno. La maggior parte dei rapimenti avviene nelle zone rurali più povere e remote del paese, dove la religione più diffusa è l'islamismo sunnita (75%), con un 20% di russi ortodossi.

Uno dei casi che più di tutti ha suscitato il dibattito è quello di Cholpon Matayeva, sorella della volontaria del Wsc, Zabila. Cholpon è stata rapita a 19 anni e costretta al matrimonio con un uomo violento, che neanche conosceva prima del rapimento e che la picchiava sistematicamente. Quando ha chiesto il divorzio, è stata accoltellata, uccisa a sangue freddo dal marito, poi condannato a 19 anni di carcere.

FONTE GIULIA-GLOBALIST 

IL PAPA E L'OMOFOBIA


Nel messaggio della Chiesa in occasione della Giornata Mondiale della Pace, Papa Benedetto XVI si è espresso con parole discriminatorie nei confronti della comunità gay, affermando che "i itentativi di rendere il matrimonio fra un uomo e una donna giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione sono un insulto contro la verità della persona umana e una grave ferita inferta alla giustizia e alla pace".
Pochi giorni prima il pontefice aveva ricevuto a San Pietro con tutti gli onori la presidente del parlamento ugandese Rebecca Kadaga, promotrice della legge contro l'omosessualità in Uganda, che prevede la repressione dell'omosessualità e pene che vanno da pesanti condanne detentive fino all'ergastolo e alla morte per i gay.

E' un atteggiamento improntato all'odio e contrario al Vangelo, nonché alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. E' importante che i difensori dei diritti umani preparino insieme una denuncia all'Alto Commissario delle Nazioni Unite per istigazione alla discriminazione e all'odio. Il Gruppo EveryOne è già al lavoro in tal senso. E' importante chiedere ai vescovi di dissociarsi da questa posizione che si pone in contrasto con i testi sacri del Cristianesimoe le leggi vigenti nei paesi civili. Siamo tornati al Medioevo.

Qui di seguito, una breve cronologia con alcuni episodi di persecuzione omofoba.

L'imperatore Giustiniano, protettore della Chiesa cattolica, stabilì la condanna a morte per gli omosessuali e li perseguitò insieme ai pagani e agli ebrei. il monaco Pier Damiani condusse una crociata contro l'omosessualità, le cui basi sono contenute nel Liber Gomorrhianus, scritto nel 1049.

In uno degli Statuti di Bologna del 1257, relativo alla Societas Sancte Marie, si istituiva la pena di morte per combustione sia per gli omosessuali che per chi li ospitasse a casa sua. Roghi anche nel XIII secolo in Svizzera per il vicium sogdomiticum. A Clermont, in Francia, gay ed eretici condividevano le fiamme dei roghi.

Nel XIV secolo era prevista la combustione a Roma e la castrazione a Firenze per i maschi che amassero altri maschi, con pene pecuniarie e taglio della mano in aggiunta nei "casi gravi". Gay e lesbiche furono bruciati anche a Padova dal 1329 e successivamente in una pletora di città italiane, dove la popolazone assisteva al supplizio di tanti innocenti come se fosse uno spettacolo di piazza. Non era diversa la pena a Rimini, sotto gli "illuminati" Malatesta.

Nel XV secolo, stessa musica: crepitare di fiamme e odore di carne bruciata dovunque autorità e le guardie papali scovassero relazioni fra persone dello stesso sesso. La Firenze dei Medici era un po' meno severa: multe fino alla terza recidiva, quindi - "solo" alla quarta - rogo per l'omosessuale. Francesco Sforza, a Milano, premiava con una somma in denaro i cittadini che denunciassero gay e lesbiche, che finivano poi sul rogo.

Una terribile persecuzione che macchia la civiltà e che condizionò la cultura, le tradizioni e il culto religioso attraverso i secoli, impedendo agli artisti, ai poeti e ai pensatori di rappresentare l'omosessualità come un'espressione naturale di passione e amore e a innumerevoli esseri umani di vivere le loro inclinazioni in pace, senza dover temere l'umliazione pubblica, la tortura e la morte.

I libri di storia che leggono i ragazzi nelle scuole omettono di citare gli episodi di persecuzione degli omosessuali nella storia: anche questa è omofobia. La Chiesa ha le mani lorde del sangue di tanti omosessuali innocenti ed è inaccettabile che si faccia ancora oggi paladina di una delle più orrende atrocità della storia umana.

articolo di roberto malini

L’Italia continua ad ignorare il problema del femminicidio

In soli 10 giorni tre donne sono state massacrate, altre sono sopravvissute ai loro mariti che hanno tentato di ucciderle. Nonostante la portata macroscopica della violenza sulle donne, il Governo italiano che tardivamente firma la Convenzione di Istanbul ma deve ancora passare al vaglio del Senato, fa slittare la proposta di legge che prevede l’inasprimento delle pene per i reati di genere, ma accade anche un altro fatto a dir poco vergognoso: la regione Lombardia, una delle regioni con il più alto tasso di donne uccise e maltrattate, continua a porre il veto sul finanziamento della legge contro la violenza sulle donne; intanto un’altra donna ieri è stata aggredita dal marito che le ha dato fuoco a Roma e un’altra proprio in Lombardia, a Milano, è stata accoltellata dall’ex convivente.
La Regione Lombardia ha scelto di non stanziare alcun finanziamento specifico, a sostegno delle legge sulla manovra finanziaria (Ne parlammo QUI). Alcuni fondi, 17,4, sono stati destinati per la spesa sanitaria, per l’ammodernamento delle tecnologie sanitarie nelle strutture pubbliche; 43,7 milioni per la dote buono scuola (un tema caro alla destra e a Formigoni); meno del doppio (79,8 milioni) per la cultura; 7 milioni per il sostegno alla natalità (tra cui le manovre antiabortiste) e perfino 3 milioni e 200 mila euro per l’assistenza ai detenuti.
Ma per la legge sulla violenza contro le donne non è stato accolto alcun finanziamento, proposta presentata da Sara Valmaggi, per il Pd, e da Chiara Cremonesi, di Sel, che chiedeva di mettere a bilancio due milioni di euro per un fenomeno in continua crescita. In questo modo, la legge sulla violenza contro le donne in Lombardia è inapplicata.
Questo fa ravvisare la profonda arretratezza del territorio italiano e più in particolare della Lombardia, ultima tra le regioni ad approvare una legge a tutela delle donne, per quanto riguarda la tutela delle donne, ma fa anche ravvisare che è ancora profondo nel nostro paese un clima di indifferenza verso le donne e tolleranza verso fenomeni di violenza di genere, considerati ancora fattori privati e individuali, aggiungendo anche il fatto che la giunta Formigoni ha premuto per anni allo scopo di rafforzare l’obiezione di coscienza e lo spirito antiabortista a tutela della famiglia, offrendo alle donne dei bonus affinché diventassero madri e (implicitamente) non cercassero lavoro, impedendo così quell’indipendenza economica che sta alla base della salvezza delle donne da rapporti violenti.
Senza quei fondi è impossibile creare e  mantenere le case segrete per ricoverare donne in pericolo di vita o i centri anti-violenza, che il welfare ha messo in crisi. Ad oggi sono 120 le donne uccise in Italia nel 2012, stando a dati raccolti in base alle notizie riportate nei giornali dato che il nostro Governo ancora non ha un osservatorio sul fenomeno, lasciandolo nel sommerso. Grazie a Telefono rosa che alla vigilia della Giornata contro la violenza alle donneha diffuso questi dati, possiamo conoscere che la violenza sulle donne in Italia ha  un aumento delle violenze contro le donne all’interno di rapporti sentimentali: l’85% di tutte le violenze, il 3% in più del 2011.

venerdì 21 settembre 2012

La pedofilia entra nel codice penale

L'aula del Senato ha approvato all'unanimita' la ratifica della Convenzione per la protezione di minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, firmata a Lanzarote nel 2007. Dopo sei letture e' legge. Introduce nel nostro codice penale la parola pedofilia (art.414 bis). Inoltre disciplina anche i casi di grooming (adescamento attraverso internet) e di turismo sessuale. "La ratifica e' una buona notizia per tutti i minori che vivono nel nostro Paese. Si tratta di un'arma in piu' per contrastare gravi violazioni come l'abuso e lo sfruttamento sessuale", ha osservato Vincenzo Spadafora, autorita' Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza.

La Convenzione di Lanzarote risponde alla necessita' riscontrata dal Consiglio d'Europa (Coe) di elaborare nuovi strumenti vincolanti per gli Stati del Coe per il contrasto allo sfruttamento e all'abuso sessuale dei minori. La Convenzione e' stata adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa il 12 luglio 2007 e aperta alla firma il 25 ottobre dello stesso anno a Lanzarote. Allo stato attuale, il testo e' stato sottoscritto da 41 Stati membri del Coe, tra cui l'Italia, che l'ha sottoscritta il 7 novembre 2007. Il disegno di legge italiano, che recepisce le disposizioni della Convenzione prevede l'introduzione nel codice penale dell'articolo 414-bis - Pedofilia e pedopornografia culturale - che punisce con la reclusione da tre a cinque anni chiunque, con qualsiasi mezzo, anche telematico, e con qualsiasi forma di espressione, istighi a commettere reati di prostituzione minorile, pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico, di violenza sessuale nei confronti di bambine e bambini, e di corruzione di minore. Stessa pena per chi "pubblicamente fa apologia di questi delitti". Ad essere invece bocciato è stato un ordine del giorno presentato dalla Lega Nord, che chiedeva l'introduzione nella legge della castrazione chimica per i pedofili.

Grande soddisfazione e' arrivata anche dal mondo dell'associazionismo e dalle organizzazioni che si occupano di tutela dei minori. "La ratifica della Convenzione di Lanzarote approvata oggi e' un passo avanti concreto in materia di protezione dei minori contro lo sfruttamento sessuale e l'abuso dei minori", ha commentato l'Unicef in una nota. Sulla stessa lunghezza d'onda Save the Children, secondo cui con l'approvazione definitiva al Senato "l'Italia rafforza il proprio sistema di protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso e si adegua agli altri Paesi europei".

Tra le novita' piu' importanti introdotte dalla Lanzarote - ricorda Save the Children - l'introduzione di due nuovi delitti come l'istigazione a pratiche di pedofilia e di pedopornografia (art. 414-bis c.p.) e l'adescamento di minorenni (art. 609-undecies). Previste poi pene piu' severe per tutta una serie di reati: dai delitti di maltrattamenti in famiglia a danno di minori ai reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei reati a sfondo sessuale a danno di minori. E' inoltre previsto un inasprimento delle pene anche per i reati di prostituzione minorile (la pena da 6 mesi a tre anni e' aumentata da uno a sei per chiunque compia atti sessuali con un minore di eta' compresa tra i 14 e i 18 anni in cambio o per la promessa di un corrispettivo in denaro o altra utilita') e di pornografia minorile (reclusione fino a tre anni con multa fino a 6.000 euro per chiunque assista a esibizioni o spettacoli pedopornografici). Infine, non si potra' piu' dichiarare di non essere a conoscenza della minore eta' della persona offesa nel caso di commissione di uno dei delitti contro i minori.

Timbuctu, donne senza velo arrestate dagli islamisti


Continua senza soste la violazione dei diritti delle donne, in lungo e in largo per il pianeta. Stavolta tocca agli islamisti di Ansar Dine, che hanno legami con Al-Qaeda nel Maghreb islamico, i quali hanno iniziato ad arrestare tutte le donne che non indossano il velo o che vanno in giro per strada di notte a Timbuctu, citta' del nord del Mali (Africa est, al confine con Mauritania, Burkina Faso, Costa d'Avorio) da tempo sotto il loro controllo. Lo ha riferito all'AFP un residente nel quartiere di Djinguerey Ber secondo il quale da ieri, in base a un editto islamista, tutte le donne trovate fuori dalla loro casa dopo le 11 di sera vengono arrestate e costrette a pagare una multa. Agli imam e' stato comunicato che d'ora in avanti le ragazze dovranno vestirsi in base alla legge islamica e che verranno istituite delle prigioni femminili per coloro che non rispettano simili imposizioni.

PERCHE' LE DONNE SUBISCONO TALE VIOLENZA IN SILENZIO, NON REAGISCONO, NON DENUNCIANO,NON SI CONFIDANO, NON PARLANO CON QUALCUNO??

SEGNALAZIONE DI UN NOSTRO LETTORE M.C---- GRAZIE!!!


PERCHE' LE DONNE SUBISCONO TALE VIOLENZA IN SILENZIO, NON REAGISCONO, NON DENUNCIANO,NON SI CONFIDANO, NON PARLANO CON QUALCUNO??
È giusto domandarselo, chiunque si fa questa domanda, ma non si riesce a capire la risposta, ognuno può supporre una risposta adeguata, ma un'unica risposta che vada bene per tutte non c'è,perchè le reazioni di ogni donna a tali violenze sono diverse ma le stesse violenze da parte degli uomini se pur simili sono diverse, e anche qui ampierei il discorso ma sarebbe troppo lungo.
La mia esperienza risale a 25 anni fa, e premetto che il concepire questo problema da parte della gente, delle strutture era molto diversa, adesso ci sono centri, servizi, numeri di telefono che rispettano l'anonimato di chi denuncia, PER CUI FATELO SENZA TIMORE, CHIUNQUE SIA A FARE VIOLENZA SU DI VOI.
Mio marito ha cominciato a picchiarmi il primo giorno di viaggio di nozze, questi fatti hanno avuto una frequenza di una volta a settimana inizialmente, poi divenne in media un giorno sì e uno no o più giorni consecutivi.
Mi limito a dire mi picchiava ma tutto ciò che è stato citato nel link l'ho passato, Calci, Pugni, Botte, oggetti lanciati, mani al collo dalla stretta quasi totale, e un grande coltellaccio da cucina puntato sotto il mento.
Ancora oggi mi domando come sono ancora Viva, con tutto ciò che purtroppo si sente.
Probabilmente mi posso ritenere fortunata solo del fatto che il tutto è durato due anni e mezzo e poi sono riuscita a liberarmi con un grande aiuto di una persona, da sola sarei rimasta lì tra quelle violenze.
PERCHE', voi direte....Bene perchè le violenze di un uomo che picchia e tira calci non sono mai silenziose, sono sempre accompagnate da grandi e spregievoli insulti, da profonde umiliazioni,ma soprattutto da insinuosi plagi,minacce e ricatti psicologici, e questi ti devastano la psiche, l'anima, la ragione, l'autostima, il corpo più delle stesse botte.
Poi sono stata abilmente allontanata dalla mia famiglia,quindi isolata, quindi siamo a due tipi violenza quella fisica, quella psicologica e tu diventi sempre più inerme,sempre più invisibile,anche a te stessa, perdi le forze, perdi il coraggio, perdi ogni cognizione, perdi l'orientamento, perdi il giudizio, perdi la tua PERSONALITA'.
Ci sarebbero molti punti da precisare ma diventa un romanzo, perchè naturalmente non c'è due senza tre, ed ecco la terza violenza che non può mancare ed è quella sessuale, non vi do spiegazioni in merito penso che si comprenda da sè, e qui diventi una vittima di violenza sessuale LEGITTIMA.
Adesso ditemi fra le mura di casa succede tutto questo nell'assoluto silenzio ovattato?
Certo che no, rumori, disastri, urla e urla scaturivano, ma nessuno mai ha sentito qualcosa, meglio ignorare,che salvare una vita, mi auguro che oggi non sia così.
Dopo due anni e mezzo mi sono liberata del mostro, per lo meno ho salvato la pelle a me e mio figlio, però non mi sono liberata dei mostri che mi sono portata addosso fino oggi, una vita rovinata e nn dico altro, non mi dilungo a raccontare gli effetti collaterali e per il momento concludo qui, ma se ci sono delle domande, e se io ho delle risposte,sono disponibile a rispondere.
Una cosa importante voglio aggiungere:
NON ESISTONO SCUSE A TALI COMPORTAMENTI, CHE SPESSO TENDIAMO A DARE, NESSUNO HA IL DIRITTO DI PICCHIARE UN ALTRO UOMO O DONNA, NESSUNO HA IL DIRITTO DI SOTTOMETTERTI, DI TOGLIERTI LA PERSONALITÀ, LA LIBERTÀ, LA FIDUCIA, IL SORRISO "LA VITA".
ANDREBBE ALTAMENTE PUNITO DALLA LEGGE, POI... FORSE GUARITO E RIEUDUCATO.

E' DISGUSTOSO!!!!