N EW YORK – La settimana della moda di
New York, quest’anno, si è contraddistinta non solo per le meravigliose
collezioni ma anche per una bella novità: una stilista di fede
mussulmana.
Si tratta di Nailah Lymus, 29 anni, che ha dimostrato che nonostante
le rigide regole che la sua religione impone alle donne, è possibile
trovare il modo di mettere assieme due mondi apparentemente
inconciliabili disegnando una linea per donne laiche che desiderano un
tocco più sobrio nel loro abbigliamento.
“Puoi vestire in modo sobrio ed essere allo stesso tempo alla moda pur mantenendo fede alla tua religione” ha detto Nailah.
In realtà la stilista non ha avuto una vera e propria sfilata sulla
passerella newyorchese, ha prodotto con la sua agenzia la presentazione
della collega Sumiyyah Rasheed, che ha fatto sfilare la sua linea taglie
forti. Il tocco di Nailah era presente con i copricapo e nei diversi
strati di tessuto che caratterizzano gli abiti indossati dalle donne
mussulmane.
Oltre ad essere una designer, la giovane è anche imprenditrice,
perché ingaggia donne mussulmane per fare le modelle. “Queste donne
hanno tutto – continua – l’altezza e il fisico, ma purtroppo è come un
sogno passivo, perché vestono in un certo modo. Non possiamo mostrare
parti scoperte fatta eccezione delle mani, piedi e volto”.
FONTE LADYBLITZ
Questo blog nasce con l'intento di creare una rete sociale di collaborazione tra gente che pur non conoscendosi lotta, si indigna e protesta per evitare la violenza, la pedofilia. Ognuno può dire la sua.. uniamoci! :) grazie
mercoledì 13 febbraio 2013
VENEZIA: ASSESSORE INCINTA, RITIRO DELEGA
VENEZIA, L'ASSESSORE È INCINTA. VENEZIA - L'assessore di Mira, Roberta Agnoletto, ha perso la sua delega a causa della gravidanza che sta portando avanti. A togliergliela, la giunta Cinque Stelle del Comune veneziano.
La Agnoletto trova le motivazioni «assurde e infondate», poiché sin dal principio aveva accettato in part time le deleghe allo Sport e all'Ambiente.
FONTE LEGGO
ROMA:3 STUPRI IN 10 GIORNI
Un’escalation che ha spinto alcune donne a creare una pagina su Facebook: «Attenzione, stupratore a Velletri».
L’ultimo episodio è il più grave e risale a sabato notte: un uomo alto almeno un metro e 80, robusto, con un cappello ha afferrato una ragazza di 19 anni di Lariano che stava salendo sulla sua auto nel parcheggio sotto piazza Garibaldi a Velletri. Era le 2.30 e la giovane stava rientrando a casa dopo aver trascorso la serata con gli amici. Finora la città - va da sé - non ha fama di essere pericolosa per le donne e così la ragazza non si era fatta scortare alla sua auto dagli amici.
L’uomo l’ha aggredita alle spalle tramortendola con pugni sulla testa per poi caricarla sulla vettura dopo averle strappato le chiavi dalle mani. Pochi chilometri e l’arrivo nel parcheggio del cimitero dove la ragazza è stata violentata a lungo. L’aggressore dev’essere fuggito a piedi con la borsetta della ragazza dimenticando però di prenderle il cellulare.
Nonostante le ferite e il forte stato di choc, la diciannovenne dal viso coperto di sangue riesce a chiamare i genitori che l’hanno i portata all’ospedale di Velletri. La ragazza, psicologicamente assai provata, è ferita al volto, alla nuca e all’addome e viene ricoverata. In ospedale gli investigatori di Velletri raccolgono i primi elementi, poi i sopralluoghi, con l’aiuto degli specialisti della squadra mobile di Roma, nei parcheggi di piazza Garibaldi e del cimitero. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Velletri: auto e vestiti della ragazza sono sotto sequestro per confrontare gli elementi raccolti con quelli rilevati negli altri due recenti casi di tentata violenza.
Il copione sembra sempre lo stesso: l’uomo alto, robusto, con un giaccone imbottito aggredisce la vittima nei parcheggi con l’intento non solo di rapinarla, ma anche di abusarne. Il clamore degli episodi ha spinto alcune donne a creare una pagina di Facebook su cui si legge anche: «Allerta non solo la sera e non parcheggiate in luoghi isolati».
FONTE LEGGO
lunedì 17 dicembre 2012
FIERA DELLA VANITAS: IN PASSERELLA CON IL PANCIONE, E' GIUSTO?
Che significa essere famosi? E cosa si è
disposti a fare pur di rimanere sulla cresta dell’onda? Qualche
settimana fa, giornali e giornaletti si contendevano gli scatti in
bikini della showgirl, Raffaella Fico compagna del calciatore Mario Balotelli.
Durante la sfilata a Milano per la beach-wear Pin Up Star, l’ex
gieffina, ha infatti esibito senza remore i suoi sei mesi di “stato
interessante”. Anche la Moric, qualche anno prima non era riuscita a
resistere al profumo della passerella portando in grembo il pargolo
concepito con il fotografo Fabrizio Corona.
L’Italia però a questa moda “interessante”,
speculatrice di maiesiophilia, per la diffusione di immagini che fanno
trasudare erotismo da donne in dolce attesa, giunge con un po’ di
ritardo rispetto all’uso delle passerelle americane nelle quali modelle e
attrici, già veterane dei glamour défilé con il pancione, hanno fatto
da apripiste. Prime in questa fiera della vanità, anche per gli scatti
sulle copertine di giornali che siglavano le loro testate con volti noti
di attrice e cantanti che, pur di non trascurare la notorietà durante
la gravidanza, erano decise a metterci “la pancia”. Prima tra molte la
tenace attrice Demi Moore che orgogliosa della “dolce attesa” non ha
mostrato alcun imbarazzo nell’esibirla.
Che stia nascendo un nuovo movimento dell’emancipazione della pancia?
L’essere in “stato interessante”, mostrare e difendere con orgoglio il
proprio corpo e i suoi cambiamenti non può che essere un gesto
apprezzabile per dimostrate la propria femminilità anche quando non si è
freschi di palestra o in tiro dopo il trattamento di trucco e parrucco.
Ma quando viene valicato il labile confine tra libertà di esibizione
della propria vanitas e la mercificazione del corpo? L’esposizione
mediatica che si è disposti a sopportare, qualche volta, potrebbe
risultare alquanto discutibile. Una vera e propria industria gossippara
si è interessata al caso Balotelli-Fico ancor prima che la piccola Pia,
figlia dei due, venisse al mondo. Si è chiacchierato prima sulla
presunta paternità di super Mario, poi sulla calda sfilata della
showgirl napoletana, in cui oltre al sorriso smagliante e un giovane
lato-b, sfoggiava fiera il pancione della dolce attesa. In seguito è
scattato il countdown di scommesse per azzeccare il giorno del parto,
concludendo il tutto con la decisione di mamma Raffella della vendita
delle foto della piccola Pia. A distanza di pochi giorni dal parto,
infatti la giovane napoletana avrebbe venduto per 100 mila euro ad un
settimanale inglese le foto in esclusiva della sua piccola.
Così mentre super Mario latita fuori dall’Italia,
e non conosce ancora il volto della figlia, lei ha già capito come
incassare soldi vendendo lo scoop. Pia non è ancora nata ed ha avuto già
il suo primo posto in copertina. Che fretta c’era?
Nell’epoca in cui tutto è digitalizzato,
e solo pochi rimangono gli spazi dedicati alle privacy, perché anche la
gravidanza, il parto, devono divenire oggetto di intermediazione
mediatica? Potrebbe sembrare un’esagerazione mettere sul mercato notizie
tanto intime e dare in pasto al gossip le foto di neonati divenuti già
merce di cronaca ancor prima di giungere al mondo. Un prezzo che devono
pagare i figli dei personaggi che godono di una certa popolarità (è
proprio così?). Già agli albori della sua notorietà post ‘Grande
Fratello’, mamma Raffaella aveva concentrato la sua carriera sulla sua
indiscutibile bellezza accompagnata, in seguito, ad alcune dichiarazioni
choc. Nel Settembre 2008, infatti, la notizia di voler mettere all’asta
la propria verginità aveva intasato le cronache di tutti i canali
medatici: “Metto all’asta la mia verginità per un milione di euro.
– aveva dichiarato la show girl- Voglio proprio vedere se c’è qualcuno
che tiri fuori questa somma per avermi”. Così se fino a quel momento la
giovane aveva mantenuto un comportamento ligio e quasi esemplare, in
poco tempo era riuscita a sovvertire ogni opinione di approvazione nei
suoi confronti, nonostante si fosse trattata, probabilmente, di una
affermazione provocatoria.
“Non so che cosa significhi fare sesso.
Se qualcuno pagherà un milione di euro per me, sarò di certo
imbarazzata. Ma con questi soldi potrò realizzare i miei sogni. – aveva
continuato a dire – Comprarmi una casa a Roma e pagarmi un corso di
recitazione. Se lui non mi piacerà, manderò giù un bicchiere di vino”.
Il mondo dei reality show può essere un buon trampolino di lancio
per arrivare in alto, per realizzare i propri sogni, ma se addirittura è
possibile scalare le vette senza faticare, allora è ancora meglio.
Opinioni divergenti commenterebbe la notizia come vanto o con sdegno. Da
una parte l’esaltazione di chi, nell’affermazione della Fico denota
un’orgogliosa forma di fierezza femminea. Un manifesto trasgressivo
sull’emancipazione della donna moderna, per la quale la verginità è alla
pari di un sorso di vino e il corpo, uno strumento da investire per far
trillare quattrini su quattrini. Dall’altro lato, però qualcuno
commenterebbe la dichiarazione della show girl come l’affermazione di
una ragazzina vuota che, consapevole della sua bellezza ha cercato la
scorciatoia più semplice per il successo, investendo tutto in make up e
palestre: una notorietà trash.
Appurato che ogni individuo è libero di esprimersi
secondo le proprie preferenze, ci si dovrebbe chiedere piuttosto
quanto, comportamenti del genere potrebbe influenzare negativamente
coloro che, guardando tanto successo con poco sudore, farebbero la
stessa cosa. Ma, altra questione, sarebbe comprendere quanto risulta
giustificabile il gesto di una neo mamma, (non solo in riferimento alla
show girl napoletana) che invece di svolgere il proprio ruolo
genitoriale, si preoccupa piuttosto di vendere le foto al miglior
offerente, facendo sembrare quella nascita quasi una vincita al super
enalotto.
medico arrestato per anni violenze su figlia
Un medico di 50 anni di Lecce e'
stato arrestato perche' accusato dalla figlia quattordicenne di
avere abusato di lei da quando la ragazzina aveva cinque anni.
Il medico e' stato arrestato in esecuzione di una ordinanza di
custodia cautelare emessa dal gip di Lecce. Quando e' stato
raggiunto dagli agenti della squadra mobile per la notifica del
provvedimento l'uomo si e' sentito male ed e' ora piantonato in
ospedale.
Pedofilia: abuso' di 3 bimbi a Siracusa, 12 anni ad un dj
Siracusa, 14 dic. - E' stato condannato a 12 anni di
reclusione un dee-jay siracusano di 37 anni accusato di abusi
sessuali nei confronti di 3 bambini. La sentenza e' stata
emessa dal Gup del tribunale di Siracusa nel processo che si e'
celebrato con il rito abbreviato. Il Pubblico ministero,
Antonio Nicastro, aveva chiesto una condanna a 9 anni di
carcere, mentre i legali delle famiglie delle vittime si erano
pronunciati per una sentenza pari a 20 anni di reclusione.
L'indagine nei confronti del dj e' nata dopo la denuncia della mamma di una bambina che sarebbe stata molestata durante una festa in un locale. Nel corso delle indagini, gli agenti della Mobile trovarono e sequestrarono nell'abitazione dell'uomo del materiale pedopornografico. (AGI)
L'indagine nei confronti del dj e' nata dopo la denuncia della mamma di una bambina che sarebbe stata molestata durante una festa in un locale. Nel corso delle indagini, gli agenti della Mobile trovarono e sequestrarono nell'abitazione dell'uomo del materiale pedopornografico. (AGI)
IL MERCATO DELLA PEDOFILIA NON CONOSCE CRISI
«C'è un sentito bisogno di rafforzare le garanzie verso bambini e adolescenti. Occorre muoversi attraverso un sistema di supporto all'infanzia esposta a rischi diffusi e pericolosi, e penso alla pedopornografia on-line, di cui è facile cadere vittime».Così il Garante per l'infanzia e l'adolescenza Grazia Sestini, a margine della lezione che ha tenuto nei locali della Questura di Grosseto e organizzata nell'ambito della task force interistituzionale, nata nel 2010 dalla collaborazione con la Asl 9, per la presa in carico di casi di violenza sul territorio.
«Siamo dalla parte dell'infanzia a rischio», ha dichiarato Sestini ricordando la recente firma del protocollo d'intesa tra Viminale, Dipartimento di Pubblica Sicurezza e Authority nazionale di garanzia per i minori.
Un protocollo che il capo della polizia Antonio Manganelli e il garante italiano per l'infanzia Vincenzo Spadafora, alla presenza del ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, hanno siglato per «rafforzare tutte le attività di contrasto ad ogni forma di abuso, sfruttamento e violenza nei confronti dell'infanzia, dell'adolescenza e delle categorie deboli».
«Questo primo passo per la stabilizzazione di una collaborazione avrà i suoi effetti anche a livello locale», ha spiegato Sestini. «L'articolo 3 del protocollo prevede infatti l'estensione del dialogo anche tra le articolazioni territoriali del ministero e i garanti regionali, ove istituiti». «La rete con tutte le realtà di settore che si va costruendo, è il percorso ideale per una conoscenza sempre più approfondita. Unico metodo per contrastare e sconfiggere fenomeni che coinvolgono persone di minore età».
La lezione tenuta da Sestini ha analizzato il dilagante «comportamento di adulti pedofili che utilizzano internet per incontrare altri pedofili, alimentare le loro fantasie sessuali deviate, rintracciare e scambiare materiale fotografico o video pedopornografici per ottenere contatti o incontri con minori che frequentano chat, forum e blog».
E che la pedofilia on-line sia un fenomeno in forte crescita è dimostrato dai dati di Telefono Arcobaleno, organizzazione indipendente internazionale con il numero verde dedicato alle segnalazioni 800 025 777.
«Solo nel 2011 – ha informato il garante della Toscana – sono stati 71.806 i siti segnalati, in 37 paesi, come contenitori di materiale pedopornografico. Circa 10.000 in più rispetto al 2010. Ma l'attività di monitoraggio evidenzia una sempre più diffusa presenza della pedofilia nel social network, circa il 20 per cento in più rispetto al 2010».
Altro dato «allarmante» su cui si è soffermata Sestini, quello della fascia di età coinvolta: «Il 40 per cento ha meno di 5 anni». In termini geografici, la maggior parte si conferma di matrice europea (73 per cento) e nord americana (23) con i Paesi Bassi che continuano a ricoprire i primi posti della classifica seguiti da Stati Uniti, Germania, Federazione Russa. I pedofili sulla rete, invece, sono prevalentemente di nazionalità americana, tedesca, inglese, francese, russa e italiana.
«I dati di Telefono Arcobaleno -ha chiarito Sestini- sono nazionali e indicano come il nostro Paese ospiti una quantità minima di siti pedofili. È però grande esportatore di materiale illecito sul web».
Rilevazioni periodiche collocano l'Italia al sesto posto della classifica dei paesi da cui parte la richiesta di video o foto, circa il 4,79 per cento dei pedofili fruitori di articoli pedopornografici.
Se a livello nazionale si combatte il fenomeno attraverso organismi nazionali e internazionali per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile sulla rete internet e non solo, a Firenze è attivo il compartimento di polizia postale e delle comunicazioni con «compiti generali di indagine e repressione».
«Quello di Firenze -ha continuato Sestini- rientra tra i 20 compartimenti localizzati in tutti i capoluoghi che a loro volta coordinano le rispettive sezioni all'interno del proprio territorio di competenza. In Toscana ci sono 76 sezioni ed hanno competenza provinciale».
Secondo quanto ha reso noto dalla Questura di Firenze, negli ultimi cinque anni, circa 150 persone sono state sottoposte a perquisizione personale per la ricerca di materiale illecito. «Il dato regionale deve essere ampliato -ha concluso Sestini- non solo in proporzione all'ambito nazionale ma anche con riferimento al numero degli effettivi utilizzatori.
Tuttavia è quanto mai evidente che l'osceno fenomeno della pedofilia in rete è un mercato tutt'altro che in crisi».
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