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mercoledì 12 settembre 2012

PEDOFILIA BIMBO VIOLENTATO NEL RIPOSTIGLIO

Un uomo di 45 anni, disoccupato e affetto da disturbi psichici, ha ripetutamente violentato un bambino di 10 anni nel ripostiglio della propria abitazione. I soprusi sono stati scoperti dalla mamma del piccolo che, insospettita da un repentino cambiamento di umore avvenuto nel figlio negli ultimi tempi, divenuto irrequieto e ingiustificatamente nervoso, in un primo momento ha osservato da sola la situazione in casa fino a riuscire a raccogliere una serie di particolari, e a ricostruire in modo sommario ciò che accadeva tra le mura domestiche.

Quindi si è rivolta all'Ospedale di Enna che ha immediatamente girato la segnalazione alle forze dell'ordine facendo partire le indagini. Il 45enne, zio del convivente della madre del piccolo, approfittava dei momenti in cui rimaneva da solo in casa con la sua vittima e lo costringeva a seguirlo nel ripostiglio dove abusava di lui. Secondo le ricostruzioni fatte dagli inquirenti le violenze sessuali sarebbero andate avanti per più di tre mesi.

Dopo essere stato scoperto e interrogato, il 45enne ha confessato gli abusi ed è stato quindi posto in stato di fermo a disposizione dell'autorità giudiziaria. Il bambino, supportato dalla presenza di esperti psicologi e interrogato in ambiente protetto, ha confermato tutte le violenze alle quali è stato sottoposto per tanto tempo. Ora sarà affidato alle cure di medici che avranno il compito di aiutarlo a superare lo shock di quanto subito.

domenica 9 settembre 2012

Con una scusa carica una minorenne in auto e abusa di lei

Violenza sessuale (Radaelli)Rimini, 8 settembre 2012 - Un romeno di 19 anni è stato arrestato per violenza sessuale su una 16enne. La vicenda risale al 17 giugno 2012, una normale serata di inizio estate, teatro della violenza.
La storia. Bellaria, la ragazza è in compagnia di alcune amichette quando nel gruppo subentra una nuova conoscenza. Lui è un rumeno di 19 anni, biondo, con modi di fare molto affabili. Subito entra in confidenza con le ragazze ma da una è particolarmente attratto. Giunti nei pressi di un locale molto frequentato da giovanissimi, con la banale scusa di aver dimenticato il suo cellulare probabilmente in auto, chiede alla ragazzina di accompagnarlo a recuperarlo. La ragazza ingenuamente accetta. Dopo pochi minuti, fatta salire con l’inganno a bordo della sua auto sportiva, il ragazzo mette in moto e lascia il parcheggio per raggiungere una zona più isolata.
A questo punto comincia a baciare la minore, nonostante lei cerchi di evitare il contatto con le sue labbra; dopodiché le blocca il braccio destro vicino al finestrino, la spoglia dei pantaloncini, ed abusa di lei in maniera non protetta. Il giovane desiste solo dopo aver tentato di continuare l’atto fuori dall’auto allorquando la ragazza riesce a divincolarsi dalla sua presa. La giovane viene allora riaccompagnata al locale da ballo e solo il giorno dopo ha il coraggio di raccontare i fatti accaduti alle amiche che le consigliano di denunciare l’abuso.
Trovata la forza di raccontare il tutto alla madre, la donna parla col marito ed insieme si recano, a tarda ora in caserma, per denunciare l’accaduto. In aiuto ai Carabinieri di Bellaria si aggiungono i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Rimini che, in poco più di 36 ore riescono ad identificare compiutamente il violentatore, un ragazzo che, nonostante la giovane età, si era già macchiato di fatti analoghi e con lo stesso modus operandi (con una banale scusa aveva attirato un’altra ragazzina in macchina per poi abusarne). Lo straniero, però, impaurito dalla promessa della ragazzina di fargliela pagare si dà alla fuga, rendendosi irreperibile sul territorio nazionale. Successivi e mirati accertamenti consentono agli investigatori di rintracciarlo nel suo paese di origine ove si era recato in attesa che le acque si calmassero.
Da allora sono trascorsi ben tre mesi ma i militari non hanno mai smesso di monitorare la sua abitazione, la cerchia più stretta dei suoi amici al fine di procacciarsi ogni notizia utile per la sua cattura. Nel frattempo nei suoi confronti la Procura di Rimini richiedeva una misura cautelare in carcere che il Giudice per le indagini preliminari subito concedeva e, all’atto dell’irreperibilità, il provvedimento veniva internazionalizzato con il decreto di latitanza. Nella mattinata odierna è stata scritta la parola fine su questa brutta vicenda traendo in arresto il giovane mentre stava per rientrare a casa: oggi stesso è stato tradotto al carcere di Rimini con la pesante accusa di violenza sessuale. Nei prossimi giorni si presenterà davanti al il giudice per l’interrogatorio di garanzia.
 

venerdì 7 settembre 2012

Senigallia, abuso sessuale: accusato sentito e indagato

Sarebbe formalmente indagato per violenza sessuale il 20enne di origine macedone che nella giornata del 6 settembre è stato ascoltato dalla Procura.

Il giovane avrebbe raccontato agli inquirenti la sua versione dei fatti, negando le accuse mossegli dalla 14enne originaria di Castel Colonna.Ad aggravare la situazione dell’accusato la giovane età della ragazza. Queste le frammentarie e scarne informazioni che trapelano dall’indagine che prosegue nel massimo riserbo.
La presunta violenza sarebbe avvenuta sul lungomare Dante Alighieri nei pressi del complesso residenziale Pieralisi.  Nella notte a cavallo tra l’1 e il 2 settembre,  i due si sarebbero incontrati casualmente dopodichè il 20enne avrebbe invitato la 14enne ad appartarsi in qualche luogo più tranquillo. Secondo le testimonianze degli amici che avevano visto i due allontanarsi insieme, al suo ritorno la ragazza non avrebbe manifestato particolari segni di malessere.
La 14enne domenica 2 settembre si era presentata con i genitori all’ospedale di Senigallia denunciando la presunta violenza sessuale avvenuta la sera prima. Dagli accertamenti medici previsti in casi del genere, ovvero controlli ginecologici ed il prelievo di materiale organico, era emerso che la ragazza non sarebbe stata picchiata, né che i due fossero sotto l’effetto di alcool.