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venerdì 7 settembre 2012

Pedofilia, 100 minori come amici su Facebook: arrestato rivenditore videogame

Le indagini avevano avuto inizio alcuni mesi fa, quando la madre di un adolescente si era recata presso gli Uffici del Commissariato Monte Mario, diretto dal dr. Claudio Cacace, per esternare i suoi dubbi e la sua preoccupazione per una conoscenza che suo figlio, preadolescente, intratteneva su internet con un adulto.
In particolare la donna aveva riferito di aver scoperto che nel corso di una conversazione su uno dei più diffusi social network, gli argomenti trattati dall' uomo con il proprio figlio erano chiaramente a sfondo sessuale e certamente poco adatti ad un giovane della sua età. Sono pertanto immediatamente scattate le indagini degli investigatori del Commissariato che, partendo dal nickname utilizzato, sono riusciti ad identificare l'interlocutore del giovanissimo per C.P., 42enne, titolare di un' attività commerciale di vendita di videogiochi nella zona di Monte Mario. 
Forse proprio grazie alla sua attività l' uomo era venuto in contatto con numerosi giovanissimi, che evidentemente lo consideravano loro amico.

Gli agenti, per acquisire elementi utili alle indagini, hanno utilizzato un account fittizio con il quale hanno potuto accedere al profilo internet dell' uomo, constatando che nella bacheca vi erano oltre 100 'amici', tutti giovanissimi, di età compresa tra gli 11 ed i 17 anni, tra i quali anche il figlio della denunciante.
Gli investigatori hanno anche accertato che sul suo profilo erano pubblicate anche immagini pornografiche e messaggi inneggianti al consumo di sostanze stupefacenti. 

I precisi riscontri ottenuti hanno permesso agli agenti di ottenere dall' Autorità Giudiziaria un decreto di perquisizione dell' abitazione dell' uomo e della sua attività commerciale, nel corso della quale è stato rinvenuto un pc contenente materiale pedopornografico e fotografie ritraenti giovani donne nude, oltre a numerosi dvd con contenuto pornografico.
L' accurata analisi del pc e degli apparati di telefonica mobile sequestrati, oltre a consentire di acquisire ulteriori fotografie e filmati con contenuto pedopornografico, ha permesso in particolare di estrapolare un filmato contenente le immagini di un rapporto sessuale tra una bambina ed un adulto. Le immagini ed i filmati sequestrati erano stati inoltre messi anche in rete.

I precisi riscontri investigativi acquisiti hanno consentito di ottenere dall' autorità giudiziaria un' ordinanza di custodia cautelare in carcere che, nella giornata di ieri, è stata eseguita dai poliziotti del Commissariato Monte Mario, che hanno arrestato l' uomo. Per lui si sono aperte, pertanto, le porte del carcere di Regina Coeli.
Le indagini comunque proseguono. Il sospetto degli investigatori è che anche altri minori siano stati oggetto delle attenzioni dell' uomo.

lunedì 3 settembre 2012

ASSOLDA KILLER SU FACEBOOK, QUINDICENNE CONDANNATO IN OLANDA

Un quindicenne olandese è stato condannato a un anno di detenzione per avere pugnalato a morte una ragazza dopo essere stato assoldato via Facebook per commetterne l'omicidio. Il caso, conosciuto come 'Facebook murder', ha causato in Olanda un dibattito molto diffuso sul ruolo dei social network nei crimini violenti. L'omicidio, avvenuto in gennaio ad Arnhem, città sul basso Reno, ha sconvolto soprattutto la comunità cinese olandese, alla quale appartengono tutti i giovani protagonisti.
La corte ha rilevato oggi che il ragazzo imputato non conosceva la vittima e che l'omicidio è avvenuto «su richiesta ed istruzioni di altri». Pertanto gli ha concesso tutte le attenuanti, oltre a quella della giovane età. La ragazza uccisa, Joyce Winsie Hau, 15 anni, ha litigato per settimane con i suoi migliori amici di Facebook, l'amica Polly, 16 anni, e il suo fidanzato, 17.
Secondo i media olandesi, la causa del litigio è stata l'accusa di una scappatella sessuale rivolta da Winsie a Polly, che avrebbe fatto infuriare la giovane coppia. Polly e il suo boyfriend avrebbero deciso di punire l'insulto pianificando per settimane via Facebook l'omicidio dell'amica. Attraverso il social network, i due hanno assoldato un coetaneo, Jinhua, all'epoca quattordicenne, chiedendogli di uccidere Winsie in cambio di una somma di denaro (alcuni media indicano 100 euro, altri 1.000) e la promessa di pagargli da bere. Secondo il ministro della Giustizia olandese, la pianificazione sarebbe andata avanti per settimane via Facebook e via telefono: la coppia avrebbe dato a Jinhua l'indirizzo di Winsie riferendogli quando l'avrebbe trovata sola in casa e lo avrebbe ripetutamente minacciato di morte se non avesse commesso il delitto.
In una lettera al giudice, il padre di Winsie ha scritto: «Mi chiedo ogni giorno come queste persone possono averla uccisa solo per un litigio. Noto che i ragazzi stanno diventando sempre più violenti. Non sono rispettosi. Loro non pensano agli altri. Spero che lei, in quanto giudice, politico, genitore, e la società intera facciate qualcosa per fermare questo». Dopo avere sentito la lettura della sentenza, l'uomo ha dichiarato di non essere felice per la condanna ad un anno, ma ha aggiunto: «ciò è quanto la legge stabilisce. Noi siamo senza potere così come lo sono le autorità».

giovedì 30 agosto 2012

Picchiata a sangue dalla madre perché usava troppo Facebook

Una brutta storia di violenza a Roma. Un ragazzina, 12enne, picchiata violentemente dalla madre e inseguita in strada nel cuore della notte perché continuava a usare Facebook nonostante le fosse stato vietato. La ragazzina aveva il volto insanguito e correva, disperata, nel parco di via Cornelia, in zona Aurelia. Alcuni testimoni hanno visto la terribile scena e hanno chiamato la polizia che ha bloccato e denunciato la madre, una donna russa di 43 anni, che probabilmente era sotto l'effetto di alcol.

La ragazzina aveva diverse ferite a uno zigomo, a una palpebra, al naso e alla bocca. La lite era iniziata a casa perché la 12enne non avrebbe ubbidito alla madre che le aveva vietato di utilizzare Facebook. Poi le botte e la corsa in strada. La ragazzina è stata medicata all'ospedale San Carlo di Nancy e dimessa con dieci giorni di prognosi.

fonte globalist.it