SEGNALAZIONE DI UN NOSTRO LETTORE M.C---- GRAZIE!!!
PERCHE' LE DONNE SUBISCONO TALE VIOLENZA IN SILENZIO, NON REAGISCONO,
NON DENUNCIANO,NON SI CONFIDANO, NON PARLANO CON QUALCUNO??
È
giusto domandarselo, chiunque si fa questa domanda, ma non si riesce a
capire la risposta, ognuno può supporre una risposta adeguata, ma
un'unica risposta che vada bene per tutte non c'è,perchè le reazioni di
ogni donna a tali violenze sono diverse ma le stesse violenze da parte
degli uomini se pur simili sono diverse, e anche qui ampierei il
discorso ma sarebbe troppo lungo.
La mia esperienza risale a 25
anni fa, e premetto che il concepire questo problema da parte della
gente, delle strutture era molto diversa, adesso ci sono centri,
servizi, numeri di telefono che rispettano l'anonimato di chi denuncia,
PER CUI FATELO SENZA TIMORE, CHIUNQUE SIA A FARE VIOLENZA SU DI VOI.
Mio
marito ha cominciato a picchiarmi il primo giorno di viaggio di nozze,
questi fatti hanno avuto una frequenza di una volta a settimana
inizialmente, poi divenne in media un giorno sì e uno no o più giorni
consecutivi.
Mi limito a dire mi picchiava ma tutto ciò che è stato
citato nel link l'ho passato, Calci, Pugni, Botte, oggetti lanciati,
mani al collo dalla stretta quasi totale, e un grande coltellaccio da
cucina puntato sotto il mento.
Ancora oggi mi domando come sono ancora Viva, con tutto ciò che purtroppo si sente.
Probabilmente
mi posso ritenere fortunata solo del fatto che il tutto è durato due
anni e mezzo e poi sono riuscita a liberarmi con un grande aiuto di una
persona, da sola sarei rimasta lì tra quelle violenze.
PERCHE',
voi direte....Bene perchè le violenze di un uomo che picchia e tira
calci non sono mai silenziose, sono sempre accompagnate da grandi e
spregievoli insulti, da profonde umiliazioni,ma soprattutto da insinuosi
plagi,minacce e ricatti psicologici, e questi ti devastano la psiche,
l'anima, la ragione, l'autostima, il corpo più delle stesse botte.
Poi
sono stata abilmente allontanata dalla mia famiglia,quindi isolata,
quindi siamo a due tipi violenza quella fisica, quella psicologica e tu
diventi sempre più inerme,sempre più invisibile,anche a te stessa, perdi
le forze, perdi il coraggio, perdi ogni cognizione, perdi
l'orientamento, perdi il giudizio, perdi la tua PERSONALITA'.
Ci
sarebbero molti punti da precisare ma diventa un romanzo, perchè
naturalmente non c'è due senza tre, ed ecco la terza violenza che non
può mancare ed è quella sessuale, non vi do spiegazioni in merito penso
che si comprenda da sè, e qui diventi una vittima di violenza sessuale
LEGITTIMA.
Adesso ditemi fra le mura di casa succede tutto questo nell'assoluto silenzio ovattato?
Certo
che no, rumori, disastri, urla e urla scaturivano, ma nessuno mai ha
sentito qualcosa, meglio ignorare,che salvare una vita, mi auguro che
oggi non sia così.
Dopo due anni e mezzo mi sono liberata del
mostro, per lo meno ho salvato la pelle a me e mio figlio, però non mi
sono liberata dei mostri che mi sono portata addosso fino oggi, una vita
rovinata e nn dico altro, non mi dilungo a raccontare gli effetti
collaterali e per il momento concludo qui, ma se ci sono delle domande, e
se io ho delle risposte,sono disponibile a rispondere.
Una cosa importante voglio aggiungere:
NON
ESISTONO SCUSE A TALI COMPORTAMENTI, CHE SPESSO TENDIAMO A DARE,
NESSUNO HA IL DIRITTO DI PICCHIARE UN ALTRO UOMO O DONNA, NESSUNO HA IL
DIRITTO DI SOTTOMETTERTI, DI TOGLIERTI LA PERSONALITÀ, LA LIBERTÀ, LA
FIDUCIA, IL SORRISO "LA VITA".
ANDREBBE ALTAMENTE PUNITO DALLA LEGGE, POI... FORSE GUARITO E RIEUDUCATO.
Questo blog nasce con l'intento di creare una rete sociale di collaborazione tra gente che pur non conoscendosi lotta, si indigna e protesta per evitare la violenza, la pedofilia. Ognuno può dire la sua.. uniamoci! :) grazie
venerdì 21 settembre 2012
giovedì 13 settembre 2012
Israele, la doppia vita delle casalinghe-spie del Mossad
Tel Aviv, 11 settembre - Niente le ferma: non certo i nemici di
Israele, ma neppure le mille incombenze della routine familiare. Vivono
esistenze parallele, perfettamente a loro agio sia fra le retrovie di
Paesi ostili allo Stato ebraico dove agiscono sul filo del rasoio, sia
negli asili nido dove nei periodi piu' calmi accompagnano i loro
figlioletti. Attorno a loro, nessuno deve conoscere la loro reale
attività. Adesso pero' le casalinghe-spie del Mossad, il potente organismo dei servizi segreti israeliani, escono allo scoperto parlando col settimanale femminile Lady Globes.
Per loro l'attuale capo del Mossad, Tamir Pardo, ha solo parole di
elogio: nello spionaggio, dice, per molti versi le donne sono superiori
agli uomini. E un giorno, ne e' persuaso, sara' una di loro ad assumere
le leve di comando.
Efrat, vice-capo di un dipartimento del Mossad, ha conosciuto il futuro marito durante una missione di spionaggio. A casa, hanno tre figli: ma lei egualmente insiste per svolgere ruoli attivi. Come lei, anche Ella ha tre figli e cerca di combinare la vita familiare con un'attivita' spericolata. Un'altra super-agente, Yael, pare sia stata ormai praticamente in tutti i Paesi al mondo. ''Ho dovuto combattere davvero - dice a Lady Globes - per proseguire le attivita' operative anche dopo aver partorito. Ci sono voluti anni per convincerli ad accettare. Il mio superiore mi diceva spesso: 'Non posso assumermi la responsabilita' che una mamma non torni a casa' ''. L'agente Efrat ha detto al giornale che lei e le sue colleghe ricorrono quando necessario alle prerogative femminili per raggiungere l'obiettivo. ''Ci sono giochi di seduzione, c'e' il ricorso all'attrazione, ci sono tentativi di eccitare l'altra parte. Ma il limite e' l'atto sessuale vero e proprio. Anche se ritenessimo utile che una di noi andasse a letto con il capo dell'ufficio del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, nessuno al Mossad lo permetterebbe''.
La stima del capo del Mossad nei loro confronti è smisurata. ''Noi prendiamo persone con un livello di intelligenza e con qualita' iniziali identiche - ha osservato - e poi constatiamo una superiorita' operativa delle donne. La loro lettura del terreno e' eccellente, come pure l'analisi delle situazioni e la visione spaziale; tutto cio' in contrasto con gli stereotipi''. Le loro vite, dicono al giornale, ricordano i film di azione di Hollywood, con una differenza: in quelle pellicole i momenti in cui la vita e' sospesa a un filo ''sono una manciata di minuti'', mentre in realta' possono durare anche mesi. Occorrono allora doti psicologiche molto particolari: doti che secondo il capo del Mossad, le sue agenti possiedono in maniera strabiliante. Fra queste: la capacita' di fingere, di improvvisare. Hanno un solo cruccio: non poter raccontare nulla del proprio lavoro. Di ritorno da una lunga missione all'estero - scrive Lady Globes - una delle agenti ha ricevuto da un funzionario una banconota israeliana di notevole taglio da mettere in tasca. Il giorno dopo, tornata ad essere l'israeliana della porta accanto, l'agente segreta e' salita su un autobus: ma il conducente, infastidito perche' non aveva preparato spiccioli per il biglietto, l'ha fatta scendere a terra senza tanti complimenti.
fonte Globalist
Efrat, vice-capo di un dipartimento del Mossad, ha conosciuto il futuro marito durante una missione di spionaggio. A casa, hanno tre figli: ma lei egualmente insiste per svolgere ruoli attivi. Come lei, anche Ella ha tre figli e cerca di combinare la vita familiare con un'attivita' spericolata. Un'altra super-agente, Yael, pare sia stata ormai praticamente in tutti i Paesi al mondo. ''Ho dovuto combattere davvero - dice a Lady Globes - per proseguire le attivita' operative anche dopo aver partorito. Ci sono voluti anni per convincerli ad accettare. Il mio superiore mi diceva spesso: 'Non posso assumermi la responsabilita' che una mamma non torni a casa' ''. L'agente Efrat ha detto al giornale che lei e le sue colleghe ricorrono quando necessario alle prerogative femminili per raggiungere l'obiettivo. ''Ci sono giochi di seduzione, c'e' il ricorso all'attrazione, ci sono tentativi di eccitare l'altra parte. Ma il limite e' l'atto sessuale vero e proprio. Anche se ritenessimo utile che una di noi andasse a letto con il capo dell'ufficio del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, nessuno al Mossad lo permetterebbe''.
La stima del capo del Mossad nei loro confronti è smisurata. ''Noi prendiamo persone con un livello di intelligenza e con qualita' iniziali identiche - ha osservato - e poi constatiamo una superiorita' operativa delle donne. La loro lettura del terreno e' eccellente, come pure l'analisi delle situazioni e la visione spaziale; tutto cio' in contrasto con gli stereotipi''. Le loro vite, dicono al giornale, ricordano i film di azione di Hollywood, con una differenza: in quelle pellicole i momenti in cui la vita e' sospesa a un filo ''sono una manciata di minuti'', mentre in realta' possono durare anche mesi. Occorrono allora doti psicologiche molto particolari: doti che secondo il capo del Mossad, le sue agenti possiedono in maniera strabiliante. Fra queste: la capacita' di fingere, di improvvisare. Hanno un solo cruccio: non poter raccontare nulla del proprio lavoro. Di ritorno da una lunga missione all'estero - scrive Lady Globes - una delle agenti ha ricevuto da un funzionario una banconota israeliana di notevole taglio da mettere in tasca. Il giorno dopo, tornata ad essere l'israeliana della porta accanto, l'agente segreta e' salita su un autobus: ma il conducente, infastidito perche' non aveva preparato spiccioli per il biglietto, l'ha fatta scendere a terra senza tanti complimenti.
fonte Globalist
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le organizzazioni femministe locali condannano duramente le molestie sessuali nel subcontinente indiano: DONNE MOLESTATE SUL LAVORO, TUTELATE!!
Mentre sempre più donne indiane fanno ingresso nel mondo del lavoro, le
organizzazioni femministe locali condannano duramente le molestie
sessuali nel subcontinente indiano. Ecco dunque che il parlamento
indiano, da giorni paralizzato dalle proteste dell'opposizione, ha
approfittato di una piccola tregua per adottare un testo che tutela le
donne dalle molestie sul posto di lavoro. Così la Camera bassa ha
approvato la proposta di legge prima di abbandonare nuovamente i lavori
all'ordine del giorno, tra le grida e le arringhe dei deputati del
principale partito di opposizione, il Bharatiya Janata Party (Bjp).
Il testo, che dovrà ora essere esaminato dalla Camera alta, riguarda una tutela specifica per le donne che lavorano come collaboratrici domestiche, una delle categorie più vulnerabili del paese. "Sono felice che sia stato adottato questo testo di legge cruciale - ha commentato l'esperto di diritti femminili all'Università di Nuova Delhi, Raghavi Behl -. Le donne hanno il diritto di sentirsi sicure ovunque si trovino". Il testo rafforza inoltre la possibilità per le donne di ricorrere in tribunale in caso di abusi sul posto di lavoro, obbligando i datori a registrare formalmente le loro dipendenti: "Molte donne hanno paura di denunciare gli abusi sessuali, perché temono di perdere il lavoro", ha spiegato R.K.Sethi, responsabile del forum Shakti, sui diritti delle donne a Nuova Dehli. Secondo alcuni studi, una lavoratrice indiana su cinque con meno di 35 anni è stata vittima di un'aggressione da parte del suo superiore o di un collega. Intanto i lavori al parlamento indiano sono paralizzati dal 21 agosto, con il Bjp che chiede la testa del primo ministro Manmohan Singh (ex ministro del Carbone dal 2004 al 2009) dopo la pubblicazione di un rapporto, secondo il quale lo Stato avrebbe perso dal 2004 miliardi di dollari concedendo giacimenti minerari a gruppi privati invece di venderli all'asta.
Il testo, che dovrà ora essere esaminato dalla Camera alta, riguarda una tutela specifica per le donne che lavorano come collaboratrici domestiche, una delle categorie più vulnerabili del paese. "Sono felice che sia stato adottato questo testo di legge cruciale - ha commentato l'esperto di diritti femminili all'Università di Nuova Delhi, Raghavi Behl -. Le donne hanno il diritto di sentirsi sicure ovunque si trovino". Il testo rafforza inoltre la possibilità per le donne di ricorrere in tribunale in caso di abusi sul posto di lavoro, obbligando i datori a registrare formalmente le loro dipendenti: "Molte donne hanno paura di denunciare gli abusi sessuali, perché temono di perdere il lavoro", ha spiegato R.K.Sethi, responsabile del forum Shakti, sui diritti delle donne a Nuova Dehli. Secondo alcuni studi, una lavoratrice indiana su cinque con meno di 35 anni è stata vittima di un'aggressione da parte del suo superiore o di un collega. Intanto i lavori al parlamento indiano sono paralizzati dal 21 agosto, con il Bjp che chiede la testa del primo ministro Manmohan Singh (ex ministro del Carbone dal 2004 al 2009) dopo la pubblicazione di un rapporto, secondo il quale lo Stato avrebbe perso dal 2004 miliardi di dollari concedendo giacimenti minerari a gruppi privati invece di venderli all'asta.
IN UNGHERIA LA VIOLENZA SULLE DONNE E' LEGALE!!!
mercoledì 12 settembre 2012
Novanta donne uccise dall’inizio dell’anno
Una decina gli uomini che si sono suicidati dopo aver commesso un omicidio. Il 15 per cento delle donne uccise aveva presentato denuncia per stalking, ma probabilmente sono state molte di più, tra le vittime, le donne perseguitate che non hanno presentato denuncia per paura, perché temono della loro incolumità e di quella dei familiari, per sfiducia nelle autorità, per la difficoltà di far fronte alle inevitabili spese legali.
Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Stalking almeno un persecutore su tre è recidivo, e dopo la denuncia o condanna torna a perseguitare la vittima, spesso con una ferocia maggiore dettata da uno spirito di vendetta che non viene minimamente mitigato dall’intervento delle autorità.
Lo stalker è un individuo che presenta gravi difficoltà ad accettare ed elaborare un abbandono a causa di un disagio psicologico pregresso che deve essere affrontato con specifici strumenti e con l’intervento di psicoterapeuti specializzati. La sola coercizione non desta, nello stalker, la consapevolezza dei suo errori, perché egli non è in grado di prendere autonomamente consapevolezza della lesività del suoi atti.
L’Osservatorio nazionale stalking ha istituito, dal 2007, il Centro presunti autori che ha già risocializzato 200 stalker. Volontari psicologi e psicoterapeuti altamente specializzati, operano, con sedute di psicoterapia, sul presunto autore e sulle sue difficoltà ad elaborare ed accettare un abbandono. Questa è l’unica modalità per stroncare la recidiva del persecutore e permettere alle vittime di tornare a condurre una vita normale.
Grazie al percorso, il 45 per cento degli stalker ha raggiunto un completo contenimento degli atti persecutori, mentre nel 20 per cento dei casi si è verificata una significativa diminuzione dell’attività vessatoria, della recidiva, e la prevenzione degli agiti più gravi. Sarebbe importante prevedere nella legge 612-bis il percorso per il presunto autore per diminuire l’incidenza dello stalking.
NUOVA VIOLENZA SULLE DONNE: STIRAMENTO DEL SENO
“È per il loro bene”. Così genitori e parenti giustificano la pratica, assai diffusa soprattutto in Camerun, nei Paesi circostanti e anche fra le immigrate in Occidente: meno evidenti sono i “richiami” sessuali delle ragazze, sostengono, minori sono i rischi di molestie, violenze, gravidanze e malattie a trasmissione sessuale.
In realtà, non solo questa è un’ipocrita ragione addotta a una sopraffazione che ragione non ha se non quella di tenere le figlie sotto controllo. Il fatto è che alla violenza e al dolore si aggiunge spesso il danno grave provocato alla salute: da cisti e inabilità all’allattamento fino al cancro al seno.
Nessuno ne parla, e così lo “stiramento del seno” (in inglese, breast ironing) continua a essere accettato anche dalle sue vittime: per il 41% delle ragazze camerunensi è “opportuno”. Servono campagne di informazione, come quella condotta da Came Women and Girls Development Organisation: anche se meno diffusa dell’infibulazione, questa forma di controllo del corpo femminile non è meno odiosa. E va “stirata”.
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